Il Broker assicurativo

Il broker assicurativo esercita un’attività rivolta a mettere in relazione con le imprese di assicurazione, alle quali non sia vincolato da impegni di sorta, i soggetti che intendano provvedere, con la sua collaborazione, alla copertura dei rischi, assistendoli nella determinazione del contenuto dei relativi contratti ed eventualmente collaborando alla gestione ed esecuzione degli stessi.

Il broker riceve specifici incarichi per la ricerca nel mercato e l’individuazione dei prodotti assicurativi meglio rispondenti alle esigenze della propria clientela, operando in piena autonomia e senza vincoli di dipendenza, collaborazione, agenzia o rappresentanza nei confronti delle compagnie assicurative.

Il broker è dunque essenzialmente un esperto del settore assicurativo al quale può ricorrere chi abbia l’esigenza di affrontare problematiche che richiedono una particolare analisi e inquadramento sotto il profilo dell’individuazione delle tipologie di rischio e delle forme di copertura più appropriate, ovvero chi intenda avvalersi di competenze qualificate al fine di ricercare le condizioni più vantaggiose presenti sul mercato.

La figura del broker di assicurazione si è sviluppata in Italia a partire dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, sulla base di esperienze già consolidate nei Paesi anglosassoni.

Il brokeraggio assicurativo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale nel nostro ordinamento con la legge n. 792 del 20 novembre 1984 (con la quale è stato istituito l’albo professionale di categoria), poi sostituita dal D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private).

Qualificazione giuridica del contratto

La qualificazione giuridica del contratto di brokeraggio assicurativo ha dato vita a un ampio dibattito dottrinale. Molti autori si sono schierati per l’assimilazione del broker alla figura del mediatore, tipizzata nel Codice civile agli artt. 17541• 765. Secondo tale impostazione, la mediazione nella sua forma di mediazione unilaterale può configurarsi anche in quelle fattispecie in cui il mediatore non si trovi in posizione di imparzialità rispetto alle parti, ma agisca invece su incarico e nell’interesse di una soltanto di esse.

Alcuni autori hanno invece ricondotto il broker alla figura del prestatore d’opera intellettuale, attribuendo particolare preminenza all’attività personale del broker quale consulente fiduciario dell’assicurando.

L’accesso all’attività

L’esercizio dell’attività di brokeraggio assicurativo è riservato agli iscritti nell’apposito registro unico elettronico tenuto dall’Isvap. Segnatamente, sono iscritti alla sezione di cui all’art. 109, comma 2, lett. b), D.Lgs. n. 209/2005 i mediatori di assicurazione o di riassicurazione, altresì denominati broker, in qualità di intermediari che agiscono su incarico del cliente e senza poteri di rappresentanza di imprese di assicurazione. È condizione imprescindibile per ottenere l’iscrizione nel registro il possesso dei requisiti di onorabilità, indicati all’art. 110, comma 1, in capo alle persone fisiche ovvero ai rappresentanti legali delle società. Ai fini dell’iscrizione è necessario il superamento di una prova di idoneità finalizzata all’accertamento del possesso di adeguate cognizioni e capacità professionali. La prova consiste in un esame su materie tecniche, giuridiche ed economiche rilevanti nell’esercizio dell’attività.
L’intermediario deve altresì stipulare una polizza di assicurazione professionale per gli eventuali danni arrecati da negligenze ed errori professionali (art. 110, comma 3).

I broker assicurativi devono inoltre aderire al Fondo di garanzia costituito presso la Consap per risarcire il danno patrimoniale causato agli assicurati e alle imprese di assicurazione o di riassicurazione derivante dall’esercizio dell’attività di mediatore assicurativo o riassicurativi (art. 115).

La separazione patrimoniale

E’ imposto il versamento su di un conto separato di tutte le somme che transitano attraverso i mediatori assicurativi (premi pagati suo tramite; indennizzi e prestazioni assicurative destinate all’assicurato o al beneficiario della polizza). Sul conto separato non sono ammesse azioni, sequestri o pignoramenti da parte di creditori diversi dagli assicurati e dalle imprese di assicurazione, nei limiti delle somme loro spettanti. È previsto l’esonero dall’obbligo di tenuta di un conto separato per quegli intermediari che possano documentare in modo permanente con fideiussione bancaria una capacità finanziaria pari ad almeno il 4 per cento dei premi incassati (art. 117).

L’adempimento delle obbligazioni pecuniarie

Qualora l’incarico conferito al broker preveda che quest’ultimo si occupi anche della gestione del contratto assicurativo, il pagamento del premio eseguito in buona fede dall’assicurato in favore dell’intermediario o ai suoi collaboratori si considera effettuato direttamente all’impresa di assicurazione. Le somme dovute agli assicurativo ad altri aventi diritto alle prestazioni assicurative si considerano invece percepite dall’avente diritto solo con il rilascio di una quietanza scritta (art. 118, commi le 2).

Doveri e responsabilità verso gli assicurati

I broker rispondono in solido dei danni arrecati dall’operato dei propri dipendenti, collaboratori o incaricati per l’attività svolta al di fuori dei locali in cui opera, anche se i danni siano conseguenti a responsabilità accertata in sede penale (art. 119).

Regole generali di comportamento

Nello svolgimento dell’attività di intermediazione, i broker devono comportarsi con diligenza, correttezza, trasparenza e professionalità nei confronti dei contraenti e degli assicurati, acquisendo le informazioni necessarie a valutare le esigenze assicurative e previdenziali dei clienti, operando in modo che questi ultimi siano sempre adeguatamente informati, e agendo in modo da non recare pregiudizio ai loro interessi. I mediatori sono inoltre tenuti a garantire la riservatezza delle informazioni acquisite dalla clientela. Ulteriori disposizioni contenute all’art. 47, comma 3, del regolamento Isvap impongono limitazioni alla possibilità di ricevere denaro contante a titolo di pagamento dei premi assicurativi.

Il brokeraggio, tuttavia, si differenzia nettamente dalle altre forme di intermediazione ricorrenti in campo assicurativo e, in particolare, non ha alcun punto di contatto con il rapporto di agenzia non essendo ravvisabile alcun incarico di promuovere stabilmente la conclusione dei contratti nell’interesse di una compagnia assicurativa. Il broker si mantiene, infatti, in una posizione di autonomia e indipendenza rispetto alle imprese di assicurazione e opera invece nell’interesse degli assicuranti, ai quali fornisce, dietro apposito incarico, consulenza e assistenza al fine di ricercare le soluzioni assicurative più opportune e convenienti rispetto alle loro esigenze. La conoscenza del mercato assicurativo consente al broker di individuare le proposte meglio rispondenti alle esigenze di copertura dei rischi, nonché di discutere e approfondire con gli assicuratori i contenuti contrattuali ed eventualmente negoziare i premi dovuti.

Gestione ed esecuzione del contratto di assicurazione

L’incarico conferito al broker può anche prevedere che l’assistenza si estenda alla gestione ed esecuzione del contratto di assicurazione. In tali ipotesi, il broker, sempre nell’interesse dell’assicurato, cura i rapporti con l’assicuratore/ controlla che vengano mantenute in vita le polizze tramite il tempestivo pagamento dei premi e fornisce assistenza in fase di liquidazione dei sinistri.

I compensi

In relazione ai compensi cui il broker ha diritto per la sua attività è prassi che questi siano posti a carico delle sole compagnie assicurative, e che maturino soltanto al momento del perfezionamento del contratto. Pertanto i modelli contrattuali delle lettere di incarico relative all’attività di brokeraggio contengono, solitamente, un’apposita clausola che esonera l’assicurando da qualsiasi obbligo di provvedere a riconoscere compensi o rimborsi spese per l’espletamento dell’incarico, anche qualora lo stesso venga effettivamente a tradursi nel perfezionamento di contratti di assicurazione.

La disciplina normativa

La normativa  riguardante il brokeraggio assicurativo è contenuta nel titolo IX del Codice delle Assicurazioni Private (D.Lgs. n. 209/2005) e nel successivo Regolamento Isvap n. 5 del 16 ottobre 2006 e  art. 56 del Reg. IVASS n. 40/2018

Le disposizioni normative, dettate con riferimento alla più ampia categoria degli intermediari di assicurazione e riassicurazione, disciplinano le condizioni di accesso e di esercizio dell’attività di mediazione nel settore assicurativo.